Tafuri Enzo - CULTURLANDIA

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Autori
ENZO TAFURI
BIOGRAFIA


Vincenzo Tafuri nasce a Vietri sul Mare in provincia di Salerno nel 1941, nella frazione di Albori.
Geometra ed imprenditore edile, con la passione per la poesia e la cultura umanistica in genere,
ha partecipato a vari concorsi letterari, ricevendo numerosi riconoscimenti in ambito nazionale, tra i quali: “XXV Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto” edizione 2009 e "concorso Internazionale Domenico Aliquo” Reggio Calabria 2010, con l’Opera “La Costiera addormentata” classificandosi in quest'ultimo al primo posto.
XVI Edizione 2013 “Firenze Capitale D’Europa”- Salone dei Ciquecento con l’Opera “Voli di colomba”. (2° classificato).
Premio Speciale “Athos Lazzari” al "Premio Internazionale Citta’ di Cattolica - Pegasus Literary Awards" VIII Edizione 2016.
"Premio letterario Internazionale Montefiore" VI edizione (2° classificato).
L'autore è stato incluso tra gli artisti di rilievo al famoso Bar Letterario “Le Giubbe Rosse”.
Ha pubblicato per Tullio Pironti Editore la silloge poetica "Voli di colomba" 2013
Ha ricevuto lettere di apprezzamento per le sue liriche da importanti Enti ed Istituzioni tra le quali:
Presidenza della Repubblica Italiana;
Comando Generale dell' Arma dei Carabinieri di Roma;
Segreteria di Stato del Vaticano a nome del Pontefice.
Attualmente ricopre l'incarico di Presidente dell’"Associazione Borgo d’Albori – Costa d’Amalfi”, organizzatrice del "Premio Letterario Nazionale Albori" giunto alla X Edizione..



FOGLIO BIANCO




...Ed è il “Foglio bianco” l'asse prescelto e delezione che prende corpo, nel sentiero della raccolta di Enzo Tafuri, che ne mutua il titolo, quale unica ed universale resa dialettica che il poeta ha in sé, per legarsi al sacro lirico di un mondo primigenio di trasparente purezza, dove recuperare la parola alla ricerca delle ragioni profonde dell'essere e delle improvvise emozioni, proveniente dal vivere quotidiano. Il poeta fa ciò scambiando le tracce del sublime di estasi, misteriose e pur sconosciute, contenute nel sé profondo. In tal senso fluiscono i versi della lirica d'apertura del testo che nel suo incipit recitano: “La penna incide un filo sottile/ gli argini vergini della terra./ caldo soffio di mani nel brivido di/ piume delicate...” (Foglio bianco). In tal senso la penna diviene medium che evoca il secretum dell'anima stessa quale suprema ricerca delle ragioni dell'esistere, sia per la vita che per la morte.

dalla prefazione di Lia Bronzi




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