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Dianora Tinti


Vite sbeccate







Gianluca si voltò e la vide in fondo al viale. Non c’erano dubbi, ora la sua esistenza era tutta lì, davanti a lui. Le fece un cenno con la mano andandole incontro, un tantino stordito, e lei accelerò il passo.




Un palcoscenico, un dialogo teatrale, un’intervista allo specchio in cui intervistatore e
intervistato si fondono. È subito _ usso appassionato e coinvolgente, in un arco temporale
che ripercorre con delicatezza le tappe di un talentuoso giovanissimo scrittore, divenuto
autore di libri di successo e di programmi televisivi rivoluzionari. Aldo Dalla Vecchia on stage, per un viaggio attraverso i ricordi, che racconta personaggi, luoghi eepisodi senza tempo. Lo stile è sempre lo stesso, figlio di tre caratteristiche che lo hanno accompagnato fin da bambino: curiosità,
divertimento, passione. Ma dall’amore per il Corrierino, immancabile appuntamento del giovedì in edicola, alle ultime interviste, c’è spazio per ricordi commoventi, divertenti, importanti.
Un professionista che racconta il piacere di scrivere e la passione di operare in un dietro le quinte sognato, ma nato quasi per caso. Sono frammenti di una vita passata a rincorrere l’intervista perfetta, l’idea dietro la narrazione, l’intuizione dietro il prodotto televisivo. Attraverso Vita da giornalaia riassaporiamo il gusto rétro di un mondo quasi scomparso, ritroviamo il fascino di personaggi che hanno segnato l’esperienza di tutti noi nel ruolo di telespettatori, riabbracciamo
con nostalgia un microcosmo in quattro terzi, ormai frammentato nella sua frenetica offerta moderna in 4K.

               

Raffaele Serinelli
Parlavo e il mio amico mi ascoltava attento. Gli confidavo che anch’io mal sopportavo una cultura di predazione che ormai segnava ogni passo di quel mondo di plastica, come diceva lui. Gli raccontavo che temevo che la nostra oasi serena, dove sciogliere le negatività e allentare lo stress, rischiasse di sparire. Percepivo la sua completa empatia, che diventava quasi materiale, sembrava sfiorarmi, come solo tra amici fraterni può succedere. Eravamo benedetti dal Signore, perché raramente succede che si cresca fino a diventare uomini fatti e maturi contemporaneamente il legame di amicizia. L’avevamo tenuta bambina, come bambini eravamo noi, ora la vita, tra malattie e rivalità, ci obbligava a crescere, a bandire l’egoismo; dovevamo sospendere il giudizio e ripensarci come adulti e non più come Lepre e Coniglio.









Aldo Dalla Vecchia


Generazione Five




Nell’epoca della mutazione mediatica e della definitiva rivoluzione della fruizione televisiva, stabilita dall’avventodello streaming e dell’on demand,Aldo Dalla Vecchia ci riporta indietro nel tempo, alle origini dellaTV moderna, al nuovo modo di fare spettacolo introdotto dalla cosiddetta tivù commerciale e alla riscoperta di atmosfere e luoghi dissolti ormai nell’etere delle trasmissioni satellitari. Rievocando 40 protagonisti, tra i tanti personaggi divenuti icone generazionali, questo memorandum riassume le tappe della cultura pop italiana, dal patriarcato di Mike Bongiorno alla leggenda di Non è la Rai, dall’eleganza di Corrado all’informalità di Fiorello, dal talent scout Claudio Cecchetto all’egemonia invisibile di Fatma Ruffini. Nomi e volti che si susseguono come pietre miliari, ascandire le distanze raggiunte da un viaggio durato 40 anni. I personalissimi ritratti delineati dalla penna dello scrittore sono corredati dalle cartoonesche illustrazioni di Gaspare Capizzi, che si abbinano al racconto come bislacche istantanee delle reminescenze puerili. Con il suo consueto tocco, Dalla Vecchia ci restituisce un quadro nostalgico agrodolce, edulcorato da uno stile cristallino, vellutato, delicato, che smuove dolcemente le corde della memoria assopita.

Andrea Schiavone









Daniela Quieti


Cupido nella rete




Possono parole suadenti che affiorano da uno schermo translucido catturare un corpo e un'anima? Lilli e Sam danzano sull'orlo del baratro telematico, dentro la rete che, a mano a mano, li avvolge e li stringe. Sarà vero amore o l'inizio di un incubo? Il finale lo scriverà il computer, il nuovo Cupido di questa storia esitante tra ragione e sentimento.






“Sono Leah O’Connor” si presentò. Con la punta del piede fermò il movimento della sedia a dondolo. “Ho bisogno del tuo aiuto.”

 

Greta la guardò sorpresa…

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